Daniela's profileSoggetto nomadePhotosBlogLists Tools Help

Soggetto nomade

Pensieri in libertà
Photo 1 of 19
February 07

n° 177

Attimi. Sono come gli atomi per la materia. Sono la più piccola particella di cui possiamo renderci conto senza finire nella fisica quantistica, nello studio delle microparticelle e chissà dove altro (scrivo e penso da maturata al liceo scientifico, ecco il perché del mio amore per le materie umanistiche!), in regni dove i numeri gestiscono grandezze infinitesimali e, per molti, inimmaginabili.
Io di attimi intendo parlare come dell'ultimo residuo di cognizione che a volte il destino ci dà come dono. Spesso li associamo a sensazioni ben precise, fisiche o morali, psichiche o motorie. Li arricchiamo con metafore "poetiche" del tipo: "l'attimo in cui mi si è fermato il cuore", "l'attimo in cui ho capito di odiarlo" etc etc. Se mi capita, come mi sta succedendo adesso, di ripescare in vecchie pagine  sepolte, in facce passate, non è la nostalgia a farmi da guida: io non ho smanie di riappropriarmi del passato, perché, semplicemente, è già mio. Piuttosto, mi viene da evidenziare gli attimi in cui sono stata decisiva (o credo di esserlo stata) per altri individui. E' sconvolgente quanti pezzi e frammenti condividiamo e quanti portiamo via inconsapevolmente o rubiamo. C'è chi gioca con essi e te li butta addosso, quasi per vedere come potresti o puoi reagire a delle provocazioni volute o casuali, c'è chi ci convive dignitosamente, c'è chi, ancora, li usa come merce di scambio, soppesandone in segreto il reale valore di mercato. Io rifletto sull'attualità e mi viene da dire che molti attimi hanno dato indirizzi differenti alla mia vita, lo so bene. Tuttavia, trovo che tanti attimi hanno fatto sì che le persone restassero dove era giusto che fosse il loro posto. Dove è finita l'imprevedibilità della vita? Dove le trame da romanzo novecentesco? Se ad una causa corrisponde un effetto, l'ho scritto tante volte, gli spostamenti concessi sono minimi. Che tristezza, però ... Avrei preferito non saperlo! Che grandi raccontatori che siamo, eh? Che fantasia mettiamo, quante stelle consumiamo con gli occhi! Le telefonate non fatte, un invito mancato, diventano oggetto di discussione solo qualora, malauguratamente, succeda una tragedia. Non deve essere necessariamente così, per fortuna. Noi decidiamo sempre, attimo per attimo. Non solo in negativo. Certe chiare sensazioni ci danno uno sguardo d'insieme che solo uno stupido ignorerebbe. Prima delle emozioni associate, sono sicura che degli attimi li ho percepiti come miliari nella via della mia vita ed ho lasciato che accadessero. Forse non avevo la forza necessaria per impormi, forse aspettavo una mano da chi, come sempre, era voltato da un' altra parte ...
Responsabilità condivise: e di chi sono?
January 14

n° 176

La funzione di specchio che, anche involontariamente, svolgono le persone che incontro non è sempre gradita. Specialmente se non sono in pace con me e con la mia mente. Stanotte (in realtà era ormai mattina), mi rigiravo nel letto con un ricordo di una bambina dell'asilo che chiamavo "la cugina di Patrizia" che era dotata di braccia pelosissime che non perdeva occasione di mostrare per spaventarci (non so perché, ogni tanto mi torna alla memoria). Ne avevo parlato in serata al mio amico, mentre raccontavamo di tizie pelose! Dicevo, non so per quale meccanismo associativo, son finita a ripensare ad una giovane donna incontrata cinque anni fa. Credo si chiamasse Marilena, un passato triste e un presente povero di soddisfazioni. Parlava tenendo sempre gli occhi bassi e il collo piegato, con la testa di lato. A bassa voce, perché i suoi desideri non li sentisse nessuno. Una sconfitta. Una che si era rialzata dopo la malattia e che trovava porte chiuse ovunque bussasse. Mi disse che ero giovane e piena di entusiasmo (ed aveva appena sette anni più di me!) e che ce l'avrei fatta, laddove lei aveva fallito, o meglio, laddove a lei avevano impedito di provare e di riuscirci. Ho accantonato il suo volto fino ad ora, mi sentii avvolgere dal gelo in quel parco. L'anno scorso conobbi un'altra ragazza di cui ricordo ogni particolare, compresi quelli anagrafici e privati. L'abbracciai mentre piangeva a dirotto e dissi frasi sentite, accomunandoci in un percorso dove ognuno è nemico dell'altro, nel vero senso della parola! Ecco, le sue domande inondate di lacrime non le scordo più perché me le faccio anche io ...
Ora ho rinunciato a quello a cui tenevo tanto, ora ho la certezza che potrei essere anche io una di queste donne che in un unico incontro ti spiazzano per il fiume di amarezza e di delusione dolcissima che hanno dentro. 
January 10

n° 175

Questa è fresca fresca, da un catalogo di prodotti di bellezza: "saponetta ai sali del Mar Morto, rivitalizzante". L'ho letta a mia madre nell'elenco dei prodotti in saldo e lei ha cominciato a ridere come una matta: in effetti ...
Penso sia involontario il connubio, quasi un ossimoro!
Ben venga, se ci fa divertire!
January 09

n° 174

Coerenza. Cosa ne potessi capire a tre anni, resta legato ad un episodio che ricordo alla perfezione. Guardavo la Superclassifica (quella col Supertelegattone!) e ai primi posti c'era una hit di Boy George (che sto canticchiando ora): ebbene, costui aveva una voce da uomo e portava il rossetto rosso ...
Io mi ci applicavo, lo fissavo, scuotevo la testa e poi, come fanno tutti i bambini, correvo dai miei e chiedevo spiegazioni: dicevano fosse maschio. Ma nella mia opinione di treenne era un errore. Un madornale errore, da cui mi proteggevo pensando ad uno scambio di persone. Un uomo cantava e una donna prestava la faccia a quella voce. E l'ho pensato per tanto tempo, con l'astuzia che solo l'infanzia consente di utilizzare. Detto questo, è ovvio che con gli anni il mistero mi si è svelato, tuttavia non è che un esempio, non esprimo giudizi in merito. Mi colpisce la furia bambina con cui dovevo mettere le cose a posto, mi fa pensare che ce l'ho ancora! L'arte di mettere le tesserine in ordine, di indagare i comportamenti che stridono, non mi ha mai abbandonato. Coerenza: è attesa. Attesa positiva di un risvolto legato alla frase "Non può essere così, non è da lui/lei"; attesa negativa e turbolenta di un incombente finale a sorpresa, che tanto a sorpresa non è, almeno per me. Riduzione drastica delle possibilità di scelta, imbocco di vie parallele che distolgono dalla meta. Basta un attimo solo. Fiducia, rispetto, sicurezza rivelano di non essere quei collanti a prova d'urto come recitava l'etichetta. E non posso renderli indietro, già mezzi usati come sono. Chiudo i barattoli. Smetto di attaccare pezzi. I fatti sono lì, soggettivamente oggettivi. Ho smesso di usare l'astuzia positiva dei miei tre anni? E da quando? E cosa mi aspetta? Cosa leggerò in chi mi è intorno?
December 28

n° 173

Le emozioni private e la beatitudine degli angeli inconsapevoli. Questa è la frase che mi caratterizza adesso, in queste ore post-festive. L'ho pensata all'improvviso, dopo una presa in giro telefonica. Sulle emozioni, concordo sempre più con chi dice che è difficile, se non impossibile, esprimerle in forma orale o scritta. Ho solo smesso di rincorrere gli altri per avere conferme emotive: depongo lì il mio contenuto, non mi faccio più mille problemi, sopporto le occhiate e le risatine o, peggio, i silenzi. Vivo meglio e mi rammarico solo di essere arrivata tardi a questa consapevolezza - perché adoro definirla così - che di fatto mi ha reso triste fuori misura per le mancate sintonie che io prevedevo possibili, anzi certe.
Sulla seconda parte, ero indecisa se definirla "beatitudine inconsapevole degli angeli", spostando dunque l'accento sul sostantivo e non sui soggetti che la vivevano. Mi è piaciuto classificare loro quali inconsapevoli ed immaginare che a questo punto la suddetta beatitudine diventi un tormento. Tormento dell'uguale, tormento del non conosciuto ...
Tormento del visto e non capito appieno, dello sfiorato e non agguantato.
E mi viene da dire, ricordando un autore famoso, che la rosa pur avendo un altro nome manterrebbe il suo profumo. Tuttavia io non ne sono certa.
Che me ne faccio del sommo benessere se non so di averlo? Se non ho prove o non le ricerco per niente? Lo so, parlo da donna, non da angelo. Sarà questo il punto? Sarà il motivo per il quale sono sempre insoddisfatta? O piuttosto che io ho ben chiara nella mente una idea precisa di beatitudine che fatico a trovare intorno a me e che chi mi è accanto non mi aiuta a costruire? Medito ...


 

Daniela

Interests
Sono lunatica, adoro il ROSSO e i libri, impazzisco per l'arte in ogni sua espressione (cinema, cucina, arredamento, bricolage!)
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by