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Soggetto nomadePensieri in libertà
10月28日 n° 171Anche i sogni hanno una data di scadenza? Certo, sembra denigratorio associare un'idea impalpabile ed eterea a un qualcosa di materiale ed utilitaristico, però mi viene questo accostamento, perché lo considero riassuntivo di un intero periodo mio mentale e comportamentale. Mi sento veramente stanca. Stanca di ascoltare, stanca di guardare e stanca di aspettare. Dunque, potrebbe sembrare un brano di resa, di amara rassegnazione. Non lo è affatto! Mi sono ripromessa di fare come consigliano: tagliare i rami secchi, ottimizzare le risorse etc etc... E cosa ho compreso? Che non è così male come potevo ipotizzare io, turbata e turbabile sognatrice. Gli abbandoni fanno sempre male? Sono reduce da un anno di decisioni, di scelte e di azioni differenti. Differenti per me. Non sono nulla di eccezionale per gli altri, irrisorie e persino banali. Ma mi sono costate molto. E sono solo all'inizio. All'inizio di un nuovo sentire. Dentro di me si agitano rumorose vecchie sacche di resistenza,l'errore di lettura del prossimo e delle sue intenzioni è probabile. Più sicure appaiono le idee e le persone legate al mio benessere. Meno soffocate dalle aggiunte buonistiche mie, che erano obiettivamente esagerate e rendevano la lista degli indispensabili illimitata. L'attenzione selettiva è un'arma a doppio taglio e... si ricomincia. Come se non lo sapessi che sono sempre la solita! 9月25日 n° 170 Per una volta vorrei che la mia fantasia non fosse parente stretta del buon senso! Dico che è da troppo che i miei voli non si discostano poi tanto dal suolo e che mi vedo intorno orizzonti ristretti e, cosa insopportabile, già assaporati... Sarà semplice noia? Uno spegnimento brusco di lucette, candele, fuochi d'artificio? Ho la terribile caratteristica di odiare quel che dico e quel che faccio sempre in questi momenti di immobile routine: il riconoscermi nella stessa scena e con le medesime brutte sensazioni addosso, mi lascia irritata.E quando mi potrò liberare dalla parte? Non è compito che mi possa permettere di delegare ad altri, resta mio e di nessun altro. Con altri co-protagonisti le battute cambierebbero? Curiosità che soddisfo poco e l'immaginazione non mi aiuta... pare ci sia in atto il divieto di pensare! 9月15日 n° 169 ...Voglio prendermi un registratore, per tenerci dentro le parole di quel proverbio che mi servirà.... Solita illuminazione all'ascolto del nuovo singolo di Samuele Bersani! Non vivo di certo la situazione narrata nel brano in questione, tuttavia un crescendo di inutili azioni necessarie alla sopravvivenza mi capita di applicarle anche al mio vissuto relazionale quotidiano. Rivivendo alcune strambe amicizie che mi hanno accompagnato negli anni recenti, trovo ridicole le toppe che ho creato per giustificare degli atteggiamenti oggettivamente stronzi ed indelicati e, di qui, la scelta di prendere a prestito questa frase emblematica. Per me esprime la stanchezza, la rinuncia a mettermi anima e corpo a spronare dei manichini maleducati. Sì, potrà pure capitare di parlare con loro di nuovo (cosa che non mi entusiasma per nulla!) ed allora mi armerò di un proverbio preparato per la circostanza... Nessuna partecipazione emotiva da parte mia, nessuno slancio reale ed immediato: la pazienza è un privilegio da guadagnarsi, non una fonte di cui abusare all'infinito. 9月4日 n° 168 "Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell'aria. E la chiamiamo polvere". Benni 8月9日 n° 167Una serata da ricordare, questa dell'otto agosto.
Passi per una serie di spiacevoli episodi: tipo la solita maleducazione travestita da malattia esistenziale di un tizio che ritenevo intelligente e l'impossibilità ad essere presente dell'unica persona che sarebbe stata felice di essere lì con me...
Il resto è solo poesia!
Arriviamo a Ravello con un certo anticipo, luogo sempre incantevole e suggestivo; raggiungiamo il campo da tennis eletto a scenario dell'evento quando ancora non c'è nessuno: artisti circensi che fanno le prove ed un unico obiettivo in mente.
Dove sarà lui?
Ci sarà, visto che nemmeno un cartellone lo annuncia?
Prendiamo posto, un ottimo posto ed attendiamo...
Mentre io sono preda di allucinazioni, prendono posto Lucio Dalla (con palloncini volanti attaccati al bastone) e Lina Wertmuller (cotonata e rosa confetto): non sono loro il mio obiettivo!
Vengo rapita dalla bravura degli attori e della storia narrata; guardo i video premiati nelle categorie classica ed alternativa... aspetto, a tratti disperando che la scarsa presentatrice dica quel nome che voglio sentire.
D'un tratto mi sento battere le mani ed urlare "bravo" come una bimba perché è salito sul palco un tipetto spettinato.
Samuele Bersani, timido ed impacciato, è lì e può annunciare che il video di un suo brano inedito è stato montato fino a pochi minuti prima e sarà proiettato.
Che dire? Un testo bellissimo, una semplicità d'essere che devo ancora sperimentare ma che non mancherò di provare personalmente.
Io e il mio amico ci alziamo ed andiamo da lui: sta chiacchierando con Dalla ma ad un tocco sulla spalla si gira sorridente.
Devo scattare una foto, mi viene detto che la macchina in questione è facile da usare... per tutti ma non per me!
Lui mi fa eco ad ogni mio tentativo sbagliato con un "Fatto? Premi più forte!" e ride della mia imbranataggine acuta...
Riesco nell'intento e lo saluto tenendogli la mano, lui mi stringe il braccio e mi dice "Zao!" ed io non connetto più, ricordando con quanta civetteria si sia tolto gli occhiali da presbite per mettersi in posa e con quanta velocità abbia compiuto quel gesto, visto che io me ne sono accorta solo riguardando lo schermo!
Anche per l'autografo è disponibilissimo, nessuno lo assale, sta lì tra la gente e non finge: è adorabile sul serio!
Uno di quegli amici con cui parleresti ore, uno che scansa la luce dei faretti del palco e confessa di essere un tantino fuori dal mondo, riservato, chiuso in una grotta da un anno e mezzo come Cagliosto (sono parole sue, me le ricordo tutte!) e, per questo, stupito e commosso dell'accoglienza riservatagli. Uno che annuncia al pubblico che l'indomani partirà e non ha ancora inviato una cartolina ai suoi.
Chicca sul tassista che lo ha accompagnato la mattina alle 3 a girare il video: fuori dall'albergo lo ha salutato gridandogli "Buongiorno, Emanuello!"... e giù a ridere, in una serata davvero emozionante come me ne mancavano da un po'!
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