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    October 28

    n° 171

    Anche i sogni hanno una data di scadenza? Certo, sembra denigratorio associare un'idea impalpabile ed eterea a un qualcosa di materiale ed utilitaristico, però mi viene questo accostamento, perché lo considero riassuntivo di un intero periodo mio mentale e comportamentale. Mi sento veramente stanca. Stanca di ascoltare, stanca di guardare e stanca di aspettare. Dunque, potrebbe sembrare un brano di resa, di amara rassegnazione. Non lo è affatto! Mi sono ripromessa di fare come consigliano: tagliare i rami secchi, ottimizzare le risorse etc etc...
    E cosa ho compreso? Che non è così male come potevo ipotizzare io, turbata e turbabile sognatrice. Gli abbandoni fanno sempre male? Sono reduce da un anno di decisioni, di scelte e di azioni differenti. Differenti per me. Non sono nulla di eccezionale per gli altri, irrisorie e persino banali. Ma mi sono costate molto. E sono solo all'inizio. All'inizio di un nuovo sentire. Dentro di me si agitano rumorose vecchie sacche di resistenza,l'errore di lettura del prossimo e delle sue intenzioni è probabile. Più sicure appaiono le idee e le persone legate al mio benessere. Meno soffocate dalle aggiunte buonistiche mie, che erano obiettivamente esagerate e rendevano la lista degli indispensabili illimitata. L'attenzione selettiva è un'arma a doppio taglio e... si ricomincia. Come se non lo sapessi che sono sempre la solita!