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    November 28

    la trentaduesima cosa che mi viene in mente...

    Narrano che Talete, il noto filosofo, un giorno stesse camminando in strada, tenendo gli occhi fissi al cielo...
    Preso dall'osservazione, non notò una buca nel terreno e vi cadde...
    Nelle sue vicinanze c'era una servetta tracia che gli disse:«E tu, per guardare le stelle, trascuri ciò che accade sulla terra?».E cominciò a ridere sinceramente divertita.
    Tale osservazione è portata ad esempio dai filosofi come spiegazione della totale lontananza delle donne dal pensiero speculativo, dal loro essere troppo ancorate al materiale, al naturale. Le studiose femministe vi trovano invece un sottile esempio di ironia femminile, molto ben presentato.
    A me questa lettura, tra l'altro affrontata più volte e in diversi contesti, ha dato sempre da riflettere...
    Concordo con l'idea dell'ironia come arma per prendersi gioco del sapere ufficiale, per crearsi uno spazio proprio d'azione e di pensiero, ma, meno filosoficamente mi chiedo:«Anche io guardo le stelle e trascuro la terra?».
    Più di una persona mi ha fatto notare che tendo a seguire sempre il filo dei miei pensieri e a farmi trasportare da loro...
    Poi però accadono fatti che mi riportano bruscamente sulla terra ed io sembro sempre una "straniera", una capitata lì per caso, che non ha seguito lo svolgimento della trama del film, pur avendo in mano il biglietto.
    Come accorgermi dei miei voli?
    Quanto preoccuparmene?
    Mentre scrivo sono già altrove...è più forte di me!
     
    November 20

    la trentunesima cosa che mi viene in mente...

    Sono giorni che sui giornali leggo questa inquietante sigla TFR (che sta per trattamento di fine rapporto)...
    Il sottinteso è che si tratta di un rapporto di tipo lavorativo, ho io stessa letto tutte le nuove possibilità legate alla sua entrata in vigore.
    Ebbene, in  me è scattata subito un'associazione (libera e personalissima) con l'idea che possa esistere un modo privilegiato di chiudere un qualsiasi tipo di rapporto personale...
    Esiste questa eventualità?
    Io sono piuttosto monotematica:adotto la classica "fuga"!
    Senza stare troppo a girarci intorno... Mi stanco, mi incavolo per un qualcosa, mi metto a riflettere, mi manca l'aria, mi libero di certe compagnie non adatte.
    I risultati non sono sempre dei migliori, gli strascichi lunghi, le sofferenze più o meno calcolate.
    Non credo di essere una maestra in tali circostanze!
    Tuttavia mi interrogo sempre, mi piacerebbe riuscire a spiegare fino in fondo le mie motivazioni (quando ne trovo) e, di più, mi servirebbe interrompere il mio solito giro, il mio circolo vizioso...
    Segnali di rinnovamento, seppur minimi, li sto riscontrando al prezzo di una lotta continua con i miei pensieri distruttivi...
    Mi fingo convinta, sedata, "guarita", quando so che non è così!
    Nessuno è esente da dubbi, ci mancherebbe!
    Ma il mio meccanismo è distorto, lo conosco fin troppo a fondo per non essere onesta: gioco fin quando non ottengo la reazione definitiva ed allora posso staccarmi e, lo confesso, compiacermi.
    Ho una spiccata capacità nell'individuare in brevissimo tempo quelle azioni, quelle dimenticanze, quelle parole che possono far distaccare una persona da me: dipende da quanto sono disposta a "durare"!
    Possono essere giorni, mesi, anni...
    Motivazioni ne ho trovate  ed è per questo che voglio sottrarmi a tale pratica.
    È logico e naturale che certi rapporti finiscano ma accelerare i tempi e far precipitare gli eventi o, peggio, non aver alcuna fiducia negli altri,credo che non giovi a me e nemmeno a loro!
     
    November 15

    la trentesima cosa che mi viene in mente...

    Sembra strano ma è una parola, una parola con cui faccio i conti da stamattina:limiti.
    Limiti ovunque, limiti da oltrepassare, limiti in cui rinchiudersi per non essere delusi...
    Quelli oggettivi mi sembrano, a prima vista, più facili da superare, però non esistono solo quelli!
    Mi sono accorta che ne ho ancora tanti e che ne fanno le spese le persone a me vicine.
    Ho dei limiti che ho creato io e coi quali convivo da tanto tempo, così tanto che non li riconosco nemmeno più come sovrastrutture da me ideate: addirittura li considero parte del mio essere.
    E poi accadono fatti nuovi...Basta un'osservazione, una frase, una sensazione condivisa e mi si svelano in tutta la loro distruttiva presenza!
    E ritorna l'inesausta volontà di non farne più uso, di non servirmi di loro come di un orrendo velo per contenere le emozioni...
    Riuscire a liberarmene, ecco il mio impegno quotidiano!
    Non posso perdere altro tempo!
    November 12

    la ventinovesima cosa che mi viene in mente...

     

    La coincidenza è logica, di trovarti qua lo sapevo già in anticipo
    Avevo un numero e l’ho perso, poi ho lasciato la tua fotografia su ogni tavolo
    fino a che per caso un giorno ho letto un ritaglio che ti riguardava
    In poche parole eccomi a sorprenderti,
    torno in qualità di vecchio scheletro
    intrappolato nella trincea, dissotterrato da una marea
    ho superato ogni ostacolo
    e sono finalmente riemerso fuori nell’ossigeno
    E’ un racconto inedito da vivere prima di stenderlo
    come cemento sopra le righe dritte sulle pagine da capo a margine
    sarebbe inchiostro che non si imprime più
    si è seccato ormai molti anni fa al primo capitolo
    Un viaggio fermo in biglietteria fissato per scappare via
    dalle barriere che si alzano
    non servirebbe a niente adesso se non fosse valido
    E’ un racconto inedito da leggerci negli occhi aprendoli
    e non delimiterei un confine
    prima di ripetere certe abitudini
    togliamo ai gambi tutte le spine
    E’ una delirante poesia in febbre leggera che ti regalo…
    Devo mettermi a pensare quale piano alternativamente avrei
    ma è impossibile fermare un’ asteroide quando è in transito
    Cambi sempre titolo per non decidere, il sole intanto fatica a uscire
    resta dietro la riunione delle nuvole raccolte in alto sul campanile
    Cambi sempre titolo per non decidere, non metti il punto per non finire
    mentre avanzi a piedi scalzi nel disordine, io ti avviluppo con le mie spire

     Sono stata molto grata all'amico che mi ha segnalato

    questa canzone di Samuele Bersani.

    Il suo titolo è "Una delirante Poesia"

    Grazie D.D.!

    November 05

    la ventottesima cosa che mi viene in mente...

    " E quando uno prova a spiegare il silenzio, anche quello di un bambino, fa come chi mette in barattoli l'aria di città straniere visitate tanto tempo fa, imprigionando il vuoto."
    Spiegare il silenzio...
    Il silenzio non è una tortura per me, anzi...
    È uno stato di benessere, un intermezzo provvidenziale che sento spesso il bisogno di ricercare, di costruire, di strappare alle mie solite giornate.
    La vita è fatta di suoni, di voci, di rumori: è innegabile!
    Però la loro assenza conduce ad una condizione di potenziamento dei sensi, ad un acuirsi di quelle doti intuitive che spesso vengono accantonate perchè non immediatamente "produttive"...
    Certo l'opposizione binaria tra silenzio e rumore è svilente perchè io sono convinta del valore intrinseco del silenzio...
    Un valore che si associa alla vita contemplativa, all'isolamento, alla "asocialità": una spiegazione da maestri cattivi che mettono i bimbi con la testa sul banco perchè sono stanchi di sentirne la vivacità e vogliono sedarli...
    Non è sempre e solo così! Si deve vivere il silenzio per capire che esso non è antagonista della vita attiva quanto piuttosto un serbatoio di energia vitale cui attingere.
    Ci vuole coraggio per circondarsene e ancor di più per "ascoltarlo"...
    Perchè il silenzio non è muto!
    November 02

    la ventisettesima cosa che mi viene in mente...

    "All'origine della memoria c' è la ricerca di qualcosa di perduto e irrinunciabile […] qualcosa che esige di essere nuovamente guardato." Guardare di nuovo ha il senso del far rinascere, del restituire pienezza di vita a ciò che si è lasciato passare e si è visto solo a metà. Ridare tempo, far sì che ciò che "fu a malapena vissuto, riacquisti il tempo che gli fu sottratto".
    Parole di una filosofa a me molto cara, parole che mi sono giunte in un momento in cui stavo riflettendo proprio sul valore della memoria, della storia individuale, del passato mio e altrui...
    L'esercizio di memoria, del riandare, del rivedere ha però una ben nota insidia in sè: quella del soffermarsi, del farsi coinvolgere da emozioni e passioni che non ci sono più, dell'aggrovigliarsi abbracciando  frammenti di ciò che si era un tempo.
    Ecco, questo è quel che cerco di non fare mai accadere e non è semplice riuscirci...
    La fuga all'indietro è pur sempre fuga...
    Genera ansie, malcontento, quella sorta di fascinazione cui è difficile sottrarsi e che appare così nota, rassicurante, consolatrice e, perchè no, vendicatrice dei torti recatici dal presente.
    Comprendere il proprio percorso è uno dei mezzi migliori per godersi appieno il quotidiano dono della vita, per dimostrarsi attenzione, per "curarsi"...ma non deve essere da ostacolo !!!!
    Ogni tanto i muri bisogna abbatterli, non riedificarli coi vecchi mattoni...
    Una tentazione che va evitata!