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    December 27

    la 39 esima cosa che mi viene in mente...

    Stavo temperando le matite, quando mi è balenata questa idea: scrivere i buoni propositi per il nuovo anno...
    Ecco:
    Smettere di vedere costellazioni luminose laddove ci sono soltanto insegne al neon!
    La luce potrà ingannare...il calore no!
    December 22

    la 38 esima cosa che mi viene in mente...

    Festività...
    Chi= tutti ( più o meno)
    Dove= ovunque(non ne sono sicura)
    Quando= per troppo tempo( odio gli sprechi)
    Come= meglio sorvolare...
    Perché= qualcuno se lo ricorda?(e dico davvero!)
    È evidente che il mio umore peggiori in questo periodo dell'anno, lo so...
    Le lucine colorate non mi abbagliano, forse non ho pagato la bolletta...
    I pacchi regalo...raccomando solo che mi si metta la scritta "maneggiare con prudenza" o, almeno, "non capovolgere"...
    Soluzioni?
    In tv si dice che si supererà anche questo stress...(preparato ad hoc)
    Il mio metodo?
    Incrociare meno sguardi possibile...
    Ma è difficile mimetizzarsi!

    December 21

    la 37 esima cosa che mi viene in mente...

    Dono Mondo Storia
    In uno strano intreccio mi sono ritrovata a fare i conti con questi tre termini e mi è capitato di pensare che non sono poi così disgiunti...
    Il dono, mi ricorda il gesto gratuito del dare, del darsi...
    Riaffiora l'idea dell'economia del dono, quella forma primitiva di scambio tra gli esseri umani in cui si dava un valore alle cose e non un prezzo...
    Il dono, ancora se ne sente il bisogno? Non siamo saturi dei legami che esso comporta? Meglio pagare, no?
    E, connesso al dono, il Mondo.
    Perché? Perché noi siamo stati messi al mondo e siamo stati donati a lui, così come lui è stato donato a noi.
    Non abbiamo scelto di "esserci"...già c'eravamo e non eravamo soli! E dovremmo sapere che qualunque azione decidiamo di compiere essa si inserisce in un percorso più ampio che definisco Storia.
    Storia...
    Bel termine! Alle elementari ci insegnavano che la storia comincia quando abbiamo documenti scritti da leggere, tracce da analizzare ed archiviare.
    Col tempo la storia è divenuta qualcosa di più...ha abbracciato campi che non erano contemplati come "ufficiali"...
    E ancora...
    La "mia" storia come la costruisco?
    Coi sogni, con le immagini, coi sentimenti, coi desideri e... mi rendo conto che non sarebbero gli stessi se non fossero inseriti in una dimensione collettiva...
    In altre parole: ecco il dono!
    Non posso sapere che cosa ne è del mio donarmi se non mi rapporto al mondo...altrimenti devo lasciare che una parte di me resti sempre sconosciuta...devo mutilare, volontariamente, la mia storia.
    Che mi accorgo non essere solo mia...
    E così, al termine, il mio individualismo, non esiste più...
    Non mi perdo di certo quel che sono, ma ammetto che io mi mostro agli altri con parole e azioni e che, in un perpetuo gioco di rimandi, in un'illogica sequenza di comprensioni ed equivoci, è il mondo a fungere da specchio per me...
    Il mio "daimon" non mi resterà sconosciuto?
    Lo spero...
    December 16

    la 36 esima cosa che mi viene in mente...

    Noi siamo portatori sani di sensi di colpa e sulle mani abbiamo segni di medusa/io ho il sospetto che non se ne andranno via/ecco un esempio di eterna compagnia.
    Sono queste le parole finali della strofa  di una canzone che stavo ascoltando pochi minuti fa mentre leggevo.
    Leggevo Freud, una sua opera in cui si passa in rassegna la vita degli uomini e si afferma che, per vivere in società, essi devono accettare l'idea di non essere mai felici appieno, di soffrire per aver addomesticato i loro istinti e aver messo a tacere i propri desideri.
    All'opposto, le parole di Bersani ricordavano la non sempre silenziosa compagnia dei sensi di colpa...
    Sensi di colpa: nati da un errore di valutazione, nati perché si è stati troppo(o solo) se stessi oppure perché non si è riusciti ad esserlo quando serviva...
    Ma la cosiddetta società civile davvero mette a tacere gli istinti individualistici? E c'è chi vive reprimendo le sue passioni?
    Sembrano superate certe idee freudiane, ma non del tutto.
    Forse si tratta solo di essere degli equilibristi!
    Non credo basti per essere felici, però.
    Altrimenti come si spiega che quasi mensilmente sugli scaffali delle librerie americane e, di riflesso, di quelle nostre (per fortuna in minima parte!) si vedano esposti quei "meravigliosi"manuali dove si spiega in comodi capitoli (step to step) come raggiungere e tenersi la felicità?
    Coloro che li leggono sono tutti privi di senno? Sono, come scrive Freud, tutti a disagio?
    Naturalmente non so dare una spiegazione universalmente valida...
    Ma se gli uomini e le donne non cercassero più la felicità...crollerebbero solo le vendite dei manuali?
    E, ancora, la felicità cui alludeva Freud è la stessa di cui si scrive e parla oggi?
    Un miraggio da sfiorare appena, una meta da ricollocare di continuo in un gioco perverso in cui si impara solamente a tenere l'orecchio teso e ci si dimentica di ascoltare...



    December 15

    la trentacinquesima cosa che mi viene in mente...

    Ho riletto, credo per la centesima volta, "Il piccolo principe"!
    Non mi stancherò mai di questo libro...
    In quel momento apparve la volpe.
    «Buon giorno», disse la volpe.
    «Buon giorno», rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi:ma non vide nessuno.
    «Sono qui», disse la voce, «sotto al melo...»
    «Chi sei?» domandò il piccolo principe, «sei molto carino...»
    «Sono una volpe», disse la volpe.
    «Vieni a giocare con me», le propose il piccolo principe, «sono così triste...»
    «Non posso giocare con te», disse la volpe, «non sono addomesticata».
    «Ah, scusa», fece il piccolo principe.
    Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
    «Che cosa vuol dire "addomesticare"?»
    «Non sei di queste parti, tu», disse la volpe,«che cosa cerchi?»
    «Cerco gli uomini», disse il piccolo principe.
    «Che cosa vuol dire "addomesticare"?»
    «Gli uomini», disse la volpe, «hanno dei fucili e cacciano.È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?»
    «No», disse il piccolo principe, «Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare"?»
    «È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"...»
    «Creare dei legami?»
    «Certo», disse la volpe. «Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini.E non ho bisogno di te.E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, ed io sarò per te unica al mondo».
    (...)
    «Per favore... addomesticami», disse.
    «Volentieri», rispose il piccolo principe, «ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose».
    «Non si conoscono che le cose che si addomesticano», disse la volpe.«Gli uomini non hanno più tempo pr conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.Se tu vuoi un amico addomesticami!»
    «Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe.
    «Bisogna essere molto pazienti», rispose la volpe.
    Ecco un breve accenno. Il capitolo prosegue con la spiegazione, molto efficace, delle varie tappe tramite cui si diventa amici.
    Certo è molto poetico...
    Ma ciò che mi ha fatto pensare, questa volta, è la straordinaria comunanza di idee con quanto espresso nei dialoghi platonici sull'amicizia. In essi, anche nel famoso passo in cui si narra di come uno schiavo utilizzi il teorema di Pitagora, è sempre presente la parola "oikos", casa. E si batte Platone (parlando con la voce di Socrate) affinchè sia chiaro che lo schiavo sia davvero greco, non solo un conoscitore della lingua greca o uno che vive in Grecia.Perchè?
    A noi "moderni" la sottile differenza sembra un cavillo...
    Invece non lo è!
    Essere oikogeno, essere in casa, di casa, addomesticato( come dice la volpe) non è da tutti...ma è caratteristica degli amici!
    La comprensione e il valore sotteso a tale premessa è tutta da analizzare...
    December 07

    la trentaquattresima cosa che mi viene in mente...

    Leggevo questa poesia e non ho resistito alla voglia di trascriverla!
    L'anima sceglie i suoi compagni
    e poi chiude la porta;
    la sua divina maggioranza
    estranei non sopporta.
    Impassibile, sente il cocchio che si ferma
    presso il cancello esterno.
    Impassibile, guarda un re prostrarsi
    sul suo tappeto.
    So che da tutto il mondo
    può scegliere uno solo:
    chiuder le valve poi dell'attenzione
    come fossero pietra.
    Quanto è vera...
    December 04

    la trentatreesima cosa che mi viene in mente...

    Quanto è bello condividere...
    In questi giorni sto riscoprendo il piacere della conversazione!
    Il mio interlocutore non lo sa, ma forse lo intuisce...
    Quella sensazione di libertà che dà il libero fluire dei propri pensieri, la curiosità che si risveglia, l'interesse nel sapere ed intuire differenti modalità di affrontare la vita...
    Quello che mi ci voleva: un simpatico personaggio che ogni tanto mi prende sul serio, ogni tanto no, ma che mette davvero se stesso in quello che dice e fa!
    Io sono facile agli entusiasmi, è risaputo...Poi mi ravvedo!
    Tuttavia quel suo ottimismo da misantropo metropolitano fitness-dipendente  mi ha contagiata!
    Ci si diverte tanto anche a parlare di neuroni e sinapsi!
    Adesso lo so!