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    April 29

    meditazione n° 130

    Sunset boulevard
    Not on my body
    La casa dell'orrore
    Le frasi stampate sugli involucri degli assorbenti
     
    Comincio a ritroso questo ennesimo sfogo letteral-psicosociale che nasce in un momento mio di grande ripensamento, di quei tipi di ripensamento globale cui sono soggetta piuttosto spesso.
    Partendo dall'ultima frase, voglio solo in parte sorridere di quel che mi è capitato leggendo simpatiche frasette stampate sulla plastica che avvolge gli assorbenti. Ora, appartengo anche io alla schiera di persone che in bagno cerca di leggere le etichette dello shampoo, la composizione chimica del disincrostante etc., eppure sono rimasta così contrariata da questa trovata che ci penso da giorni: ma chi le ha ideate? E soprattutto, perché?
    Sono così irritanti e ripiene di buon senso spicciolo che mi fanno pensar male: possibile che ancora si tratti la normalissima "pratica" delle mestruazioni come se fosse un affaraccio di cui liberarsi al più presto, di nascosto e limitando i danni, evidentissimi (?) che essa apporta alle donne?
    La seconda frase è riferita ad un fatto di cronaca di questi giorni che mi ha disgustato e ferito, vittima una figlia e carnefice suo padre...
    Lo slogan è noto alle femministe, riferito al problema dell'aborto, mi sembra attuale anche per essere avvicinato alla crescita vertiginosa delle violenze di cui sono vittime le donne, non con caratteristiche specifiche, ma SOLO per essere nate con un corpo sessuato al femminile: basta sentire i tiggì e l'orrore è servito e i consigli pure.
    La prima frase è il titolo di un film e l'ho scelta perché mi evocava un senso di tristezza e di malinconica consapevolezza: ci siamo vicine o  non ne siamo mai state fuori del tutto, nonostante gli elettrodomestici, nonostante il tempo che possiamo gestire e tutto il resto... Il viale del tramonto!
     
     
    April 23

    meditazione n° 129

    Sembra ovvio, tuttavia starmene un'ora nell'acqua calda della vasca da bagno con gli occhi chiusi e il ticchettio del rubinetto che avevo chiuso male come unico sottofondo... mi ha fatto bene.
    Ho ripensato al dentino e ai bigliettini carini trovati ieri sera, alle mie collane orrende che non ho mai messo, a quei pezzetti di carta con su scritte cose che mi sembravano importantissime, ai braccialetti di pasta bruciata e al cucchiaio con cui facevo le mie pozioni...
    Di colpo, dall'infanzia, sono passata ad un  articolo letto stamattina sul giornale, uno in cui si diceva che nel Regno Unito vogliono garantire uno stipendio a quelle donne che decidono di rimanere a casa per crescere i figli, senza cercare di conciliare (male) famiglia e lavoro!
    Allora ho esclamato: «Siamo al paradosso?» e:
    «Tutte lo pensano e nessuna lo ammette?»
    Il mio "lo" è riferito al desiderio inconscio ed inconfessabile di sentirsi sollevate dal mito della wonder woman e dal non essere additate dalle altre donne come delle lavative improduttive e fastidiose alle orecchie e pure allo sguardo!
    La verità sta nel mezzo...
    Credo che ci sia ancora tanto da fare per essere libere di "praticare" la professione di donne senza essere costrette in un ruolo deciso dalla società, dai genitori, dal marito...
    E le speculazioni non verranno mai meno: che terreno fertile che siamo per politici, attori e mestieranti vari! Sigh!
     
     
     
    April 14

    meditazione n° 128

    "Per fortuna ci sono i p.s."
    Semplice affermazione non derivante dalla mia spiccata (e poco attendibile) mente filosofica quanto piuttosto da una persona che non smette mai di stupirmi!
    (pure se non è al top della forma fisica ed anche se ha il carattere più acido del bifidus attivo degli yogurt della Marcuzzi!)
    Un doveroso tributo a chi magari non conoscerà molto, però devo ammettere che con la sottoscritta fa veri prodigi!
     
    April 07

    meditazione n° 127

    Tutti recitano, pochi recitano bene la propria parte, io non so recitare affatto.
    Ci pensavo ieri notte, attaccata a delle frasi che continuano a girarmi in testa: è possibile essere fraintese tanto e in maniera sistematica?
    È un'arte saper dare forma ai propri sogni o piuttosto è da esseri intelligenti saperli sotterrare al momento opportuno sotto metri di ovvietà e quindi, con un sorriso ebete, accontentarsi?
    Io sono una che non si accontenta, non perché sia irragionevole, anzi, ma perché ci tengo a fare in modo che i gesti, le parole, i brividi e persino i silenzi abbiano un valore riconoscibile per me.
    Magari non immediatamente, questo mi capita spesso, tuttavia mi piace saperli rintracciare e sentirli appartenenti a me.
    Nei miei continui cambi di rotta sono riuscita sempre a non perdermi di vista, a "sopravvivermi", nel buono e nel cattivo tempo io devo fare qualcosa, so che l'azione è fondamentale.
    Mi sembra uno dei modi migliori per esprimere se stesse, per palesare un dubbio, per rendere certezze quelle che sono solo ombre...
    E per non farmi canticchiare il mortifero gingle: "È tutto qui? Possibile?"
    Aprile è sempre aprile!
    April 03

    meditazione n° 126

    Alla fine del rigo.
    Mi sembra di esserci arrivata troppo in fretta, oppure saltando le vocali...
    Memoria a lunghissimo termine, può impedirmi di sorridere?
     
    Le paure che ho imbavagliato con allegri fazzolettini ricamati riemergono di notte e non sono mai mute.
    Forse sono stata io stessa ad allargare il nodo che avevo fatto: il finto silenzio mi inquieta di più di un urlo ben fatto.
    Questione di gusti...
     
    In fondo resta solo il vasto mare.
    April 01

    meditazione n° 125

    Questo accenno di sole mi spinge a pensare che non morirò più di freddo...