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May 31 la 65 esima cosa che mi viene in mente...Mi sono svegliata (come sempre!!!) canticchiando una canzone.
Stamane avevo in mente queste parole:
" This is the beginning of your day/Life is more intricate than it seems/Always be yourself along the way/Living through the spirit of your dreams".
Motivetto orecchiabile, l'autrice ha spiegato in un'intervista che l'ha scritto come un vero e proprio inno all'ottimismo.
Ci ho pensato un po', poi ho realizzato che non è accessibile a tutti un tipo di vita che permetta di "vivere attraverso lo spirito dei propri sogni!"
Ancora più complesso è il fare proprio il motto dell'essere sempre se stessi...quanto è difficile!
Non invento nulla, sia chiaro, ma credo che l'essere se stessi diventi per molti un'arma a doppio taglio: vittime e carnefici inconsapevoli fino ad un certo punto...
Quanti esasperano il proprio comportamento come bambini innocenti e finiscono col calpestare la pazienza e la tolleranza altrui? Si è sempre larghi di manica nel considerare la capacità di comprensione che "ci spetta" e poi si inscenano infinite pantomime volte ad ottenere risposte prevedibili!
Quanto non sopporto queste scene! Direi che mi sconcertano per la mancanza di fantasia...
Mi annoio da sola quando riesco a prevedere certi risultati: so di esasperare i toni ma li considero banchi di prova insostituibili nella conoscenza (o nel tentativo di conoscenza) dei miei simili.
Mi aspetto pure che gli altri cerchino di fare lo stesso con me, mi interrogo su come e quanto far parlare l'istinto o le convenzioni, il gioco sta tutto in questo precario equilibrio.
Ciò che vuoi dire non sempre è ciò che dovresti dire, l'ho imparato a mie spese, anche perché sono poco diplomatica!
Ebbene, a conclusione del mio breve post lancio una specie di sondaggio a me stessa: meglio le affinità elettive o le mutevoli insidie emotive dei pezzi di marmo?
Devo armarmi di scalpello e vedere cosa riesco a ricavare da quei blocchi inermi o capire che proiettare all'infinito buoni propositi non è opportuno?
Oltretutto... è "giusto" sopravvalutare sempre le persone? O sbaglio io a farlo di continuo?
Che scenario mi si prospetta!
May 27 la 64 esima cosa che mi viene in mente...«Sei secolarmente familiare», piccola frase detta da un amico col quale sto condividendo questa afosa serata di fine maggio.
Frase spontanea, per nulla costruita o finta.
Come faccio a saperlo, chi mi dà la sicurezza?
La coabitazione di piccoli spazi, una presenza costante e un interesse semplice per la vita con i suoi mille imprevisti!
In fondo è così semplice: far corrispondere alle parole i gesti...
Pochi ne sono capaci! May 23 la 63 esima cosa che mi viene in mente...Girovagando ho scoperto questa poesia di Alda Merini:
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino alle orecchie degli amanti...
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
Beh...quest'oggi di fiori e rose ne ho avuti e tutti da un solo mittente: conosciuto!
Per gli studi che faccio è sempre splendido verificare l'intensità delle voci di donna e constatare che l'alfabeto che esse utilizzano è un vero gioiello di comunicazione globale!!! la 62 esima cosa che mi viene in mente...Sono i fili invisibili che collegano le persone, i loro cuori, le loro teste...
Sono andata a dormire in uno stato di tristezza, carica di pensieri bambini, semplici eppure per me dolorosi: non sopporto il non poter essere utile, mi sconvolgono la facilità e la noncuranza con cui si passa sopra alle persone. Per capriccio, per mancanza di tempo, perché è "chic"!
Notte spesa a riflettere, in parte a dormire, in parte a sognare: mi sveglio con una notizia che mi aspettavo da un po', ma che insabbiavo, quasi convinta che il non pensarci me l'avrebbe resa lontana e, forse, l'avrebbe cancellata!
Dopo un attimo di sconforto, mi vengono alla mente tante immagini gioiose, solari, sorrido perfino.
Solo la provvidenziale telefonata (ho acceso il cellulare e non so nemmeno io perché!) di chi è evidentemente "collegato" a me (e non si fa scrupoli nel cercarmi di giorno come di notte) mi ha permesso di piangere: è la prima volta che mi capita di non interpretare la parte della dura, di quella che sopporta e che sembra avere sempre una risorsa più degli altri...
Poche parole, ed una capacità di ascolto rara (so quanto sia dura ascoltare i silenzi altrui!) da parte di una persona speciale che non si vergogna di parlare col cuore!
Per fortuna c'è lui! May 20 la 61 esima cosa che mi viene in mente...Da fautrice convinta della magica intesa riscontrabile solo nel connubio di carta e penna, non avrei mai pensato di dedicare un mio post agli sms...
Però devo!
Come fare a descrivere la trasognata sensazione di un risveglio accompagnato dalle parole più deliziose che potessi sperare di sentire? Ed uso questo verbo non nell'accezione "fisiologica", bensì in quella emotivo/affettiva: sapere che, ad un'ora precisa della scorsa notte, qualcuno pensava e tramutava i suoi pensieri in un gesto mi ha commossa!
Se poi ci aggiungo il finale di serata allietato da uno scambio imprevisto di messaggini con il mio "MG" non posso far altro che accantonare il calamaio e cercare di scrivere il più velocemente possibile, di catturare in una rete di 160 caratteri le acrobazie della mia mente e del mio stato d'animo, sperando di trasmettere almeno in parte l'originario "ardore"...
Ed ho riflettuto pure su quelli che sembrano refrattari, che mi lasciano interdetta, se non incavolata...beh, dedicherò loro il tempo che si meritano!!! May 18 la 60 esima cosa che mi viene in mente..." A volte penso che il paradiso debba essere un continuo infinito leggere". (Virginia Woolf) May 16 la 59 esima cosa che mi viene in mente...Tre matite rossa, gialla e blu, un racconto e una miriade di disegni: è il bottino che ho raccolto stamattina ispezionando i miei maniacalmente ordinati cassetti! L'ovvia curiosità, mista a timidezza mi ha spinta a rileggere quella prova di romanzo datato 1995, e mi sono ritrovata meno lontana da quelle idee di quanto potessi supporre... È un bene o un male?
Ancora incerti mi sono sembrati quei disegni a carboncino, ma connotati di una vena nostalgica che riconosco come mia: quei dirupi, quelle dame tristi, quei fiori... Li disegno da sempre!
Mentre notavo che i miei cuoricini adesivi non sono più tali (ma come ho fatto a non accorgemene?), ho "ritrovato" due lettere mai spedite che avevano pressappoco l'età del racconto.
Avevo sempre evitato di rileggerle però non mi decidevo a gettarle nel cestino della carta. Stamattina, presa da una dose di buona volontà o per distrarmi dopo aver scritto il mio articolo, le ho aperte entrambe ed ho letto quello che avevo scritto.
Non è possibile!!! Peggio di un incontro non voluto, o di un'ora in compagnia di una persona molesta: a chi appartenevano quelle parole? Avrei potuto chiedermelo e me lo sono chiesto, fino a che una dose di benefica commiserazione non mi ha fornito la giusta chiave di lettura (ero così indispettita da non crederci!): quelle frasi le avevo prodotte io, di certo, permettendo però di parlare a quella parte di me che difficilmente lascio in libertà non vigilata...
Svelato l'arcano le ho strappate in fretta, quasi rimproverandomi di quel puerile bisogno che avevo avuto.
Non era stato un bisogno inutile o superfluo, l'ho capito più tardi. Semplicemente mi serviva comprendere che la prigionia è finita, da tempo ormai, e che la porta è aperta!
Magia della parola rivelatrice!
May 07 la 58 esima cosa che mi viene in mente...«Per la donna vita e senso della vita si sovrappongono continuamente».
«L'autocritica deve cedere il passo alla fantasia».
Da buona neo femminista, post femminista, femmina, donna (le definizioni si sprecano!), ho trovato decisamente splendide queste poche e scarne definizioni.
Potrei definirli piccoli aforismi, ma li caricherei di una valenza moraleggiante che non c'è!
Non c'è morale spicciola, nè compiacimento da vittima secolare, piuttosto mi pare di cogliere un semplice invito alla leggerezza dell'essere...
Come donna (oddio, non dovrei usarla come categoria descrittiva questa parola, lo so!) ho sentito un brivido accusatore appena le ho lette: due frasi minime, secche, eppure c'era un senso di fastidiosa "abitudine" che mi attanagliava!
È vero!
Semplicemente...
Il meraviglioso film di ieri sera conteneva una perla di saggezza, questa frase, pronunciata dal protagonista: «La verità è noiosa!»...
Mi sono riconosciuta nella prima frase perché sono esausta, esausta dal continuo ricercare spiegazione e senso, e sensi e spiegazioni...
Per me, per gli altri, per la mia testaccia dura, per l'anaffettività altrui, per la mia...
Un perverso meccanismo messosi in moto anni fa e che mai smetterò di fare mio: però sono riuscita a rodarlo nel corso del tempo.
E qui mi è stata fedele amica la mia stravagante fantasia di "finta artista": che bella scoperta, non smetto mai di stupirmi!
Potrei soffrire giorni per uno sguardo, per una parola mancata (il condizionale è pura formalità linguistica!) tuttavia ho immaginazione, risorse insperate di creatività e tanta fantasiosa baldanza che mi sostengono e mi salvano, letteralmente.
Dunque, continua il trend positivo e le piccole gioie, nel senso di preziosi, che metto in cassaforte e a cui do una lustratina per ammirarli in silenzio e per dedicar loro pensieri di gratitudine sincera.
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