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    July 29

    la 82 esima cosa che mi viene in mente...

       Al binario 15...
     (la "temagogia" fa male!!!)
     Un avvertimento l'avevo avuto ieri pomeriggio, nel momento in cui ero finita sul cactus di mamma riempiendomi di spine, tuttavia non avevo desistito! Puntuale, mi giunge un sms di invito che è, a partire dalla prima parola, motivo di scontro...
    Continuo, come sempre, e stamattina sono pronta e non vanifico le speranze di mia sorella e della mia parrucchiera e quindi passo pure la piastra!
    In treno, per poco non litigo con un tipaccio che, tra l'altro, è stato il primo a "soccorrermi" dopo la mia rovinosa caduta appena arrivata a destinazione!!! (la mia pressione bassa  e il mio equilibrio sono sempre una meraviglia!!!!)
    Ma il bello deve ancora arrivare, come accade ad ogni incontro col carissimo MG!
    Credendo, (ma che ingenua!!) che lui avesse una minima idea di cosa fare e dove andare, intraprendo un tortuoso giro in pullman con gente che punta a rimanere in piedi attaccandosi addosso ... (vero???)
    Faccio cadere una bottiglia e quasi colpisco l'autista in piedi!!!
    Comincio a dare segni di insofferenza proprio quando arriviamo: perché l'uomo avventuroso ha partorito una proposta nel frattempo!
    Ecco, il posto non sarebbe male, i miei capelli hanno assunto un volume assurdo per via dell'umidità, non c'è un posto all'ombra nemmeno al decimo giro ma il top lo si raggiunge allorché ci viene incontro un collega di MG...
    Persona simpaticissima con moglie e "figlia" al seguito...
    La citata figlia è un cagnolino, e lui ha in un tovagliolo i suoi bisogni e cerca un cestino o, in ultima istanza, la borsa di sua moglie per liberarsene!!!
    Battuta mia scontata sul fatto di portare MG a spasso...(uh uh)
    Il bravo figliolo non ribatte nemmeno!
    Sembrebbe esserci davvero un posto dove sostare ( e non è nemmeno l'agognato anfratto!), tuttavia nel mezzo del discorso ci interrompe una voce nota...
    Il signore ci sorride tutto felice e lo si saluta di nuovo!
    Cambiamo posto, passa un po' di tempo e di nuovo la voce che saluta...
    Inutile dire delle risate interminabili...
    Discorsi seri e semiseri che piovono e l'occhio di falco (MG) segue un bimbo con una granita in mano e decide che troverà l'autore del delizioso cibo.
    Lo troviamo, nulla da dire...
    (dirò solo che IO non l'ho presa dopo aver osservato il modo "artigianale" in cui veniva preparata!)
    Ma mica c'è solo la granita per cui bisognava chiamare i NAS?
    Ci sono anche i cocchi e un tale che osserva: « Con questi cocchi sembra di essere alle Euwai!»
    E il tipo che chiama MG " fratello" decantando il trattamento speciale di cui l'ha investito...
    Alla mia fiera opposizione ad assaggiare la granita lui ribatte che "le cose più sono sporche, più sono buone!"
    (evito di trascrivere le mie urla!)
    Decido che è oramai tempo per il ritorno, fidando sulla preparazione di MG sugli orari dei pullman del rientro...macchè!
    Per puro caso si arriva a destinazione, e quel personaggio non rimane chiuso fuori prima di salutarci? Certo che sì!
    L'addetto lì presente, colpito dalla scena tristissima da romanzo  d'appendice, con io che obbligo MG a salutarci tramite un vetro, lo fa passare.
    Il tempo di chiedergli di leggermi gli orari dei treni per il ritorno e lo becco a "distrarsi" ... e si prende uno scappellotto!
    Mio sms appena prendo il treno dedicato ad un irsuto uomo che sedeva su di una panchina indossando un cortissimo abitino da donna a righe rosa e azzurro: era da vedere!
    Cmq, non posso tralasciare di riportare qui in fondo la foto del regalo che MG mi ha fatto, e quando dico "fatto" intendo che l'ha proprio realizzato lui: esiste un gesto più carino?
    Io dico di no...
    p.s. si riesce a capire cos'è?
    p.p.s. diciamo che è un qualcosa di molto personale e indovinato (il bell'uomo un po' mi conosce!)
     
     
     
     
     
     
     
    July 24

    la 81 esima cosa che mi viene in mente...

    « La memoria è sempre amorosa, mai casuale.»
                                                            N.Ginzburg 
    July 20

    la 80 esima cosa che mi viene in mente...

    « Gli altri, prendendo degli atteggiamenti per coprire quegli stati di emozione, mi fanno sentire sciocca a non saperli controllare o nascondere.»
    Devo riconoscere che, per quanto mi sforzi, mi capita di pensare che alle altre persone riesca, meglio che a me, quell'opera di depistaggio emotivo che consente un vivere sociale più finto e più tranquillo!
    A parte il mitico rossore ( da quasi ex-timida posso dire che  ci ho convissuto!), mi rendo conto di far trasparire con troppa facilità le mie impressioni, sensazioni ed emozioni.
    Insomma, non potrei mai testimoniare il falso in tribunale!
    Ci aggiungo poi una dose di contestazione irritante e pure una propensione all'indagine delle menti altrui e constato il risultato: una marea di persone scartate all'istante perché le sentivo false e non violente nell'esprimersi.
    Mi trovo ad usare il termine violenza e non lo uso a caso: so benissimo che esprimere le proprie emozioni comporta una "scassinatura" di certi meccanismi difensivi rodati dal tempo e dalla convivenza "civile"; tuttavia gli inespressi mi lasciano sempre in imbarazzo...
    E, per tornare alla frase iniziale, mi portano ad una chiusura tardo adolescenziale e ad un'applicazione localizzata della "regola del sospetto"!
    Ma io non desidero affatto rientrare in quei circoli viziosi in cui l'immaginazione produce veri e propri mostri, non lo desidero affatto...
    Quindi, applico una vera e propria sospensione di giudizio, mi calmo e valuto se sia il caso di indugiare o meno, se qualche barlume di essenziale mi è stato concesso: in caso contrario, chiudo la comunicazione, la frequentazione, l'amicizia.
    Mi pare il metodo migliore per non mancare di rispetto all'omertoso di turno e per non starci male applicando generosi quanto univoci "cerotti"!
     
     
    July 19

    la 79 esima cosa che mi viene in mente...

    «C'è una lotta, proprio, a ricacciare indietro le confessioni dolorose degli altri. Esiste uno specifico tabù sociale.»
    Questa frase mi ha davvero dato da pensare, complice la lettura di una e-mail di qualche mese fa i  cui effetti sono ancora "attivi", almeno per me!
    Mi ha richiamato alla memoria una serie di atteggiamenti visti subiti attuati: un tornado!
    Esiste un modo esatto per chiedere ed ottenere delle confessioni? Quelli che parlano lo fanno per loro personale esibizione narcisistica?
    Si tende a pilotare persino le reazioni che si vorrebbero ricevere?
    L'ascoltatore ideale è silenzioso o deve piuttosto parlare tanto? (vanificando il senso della parola "ascolto"?)
    Una conoscente, mesi fa, inneggiava e tesseva le lodi di coloro i quali ti dicono chiaramente che non possono sollevarti dal tuo dolore perché non sanno come fare...
    Li ammirava per l'onestà.
    Non so sinceramente che dire...
    O meglio, ho scelto di non dire più niente che attenga anche lontanamente al cosiddetto dolore.
    Scelta consapevole: ero stufa delle pantomime e delle promesse di fiducia illimitata o part-time che mi vedevo dare come "premio"!
    Sono una filosofa, è vero, tuttavia queste parole mi suonavano così vuote... 
     
    July 13

    la 78 esima cosa che mi viene in mente...

    «Di se stesso uno può farsi l'idea che vuole, ci si immagina sempre, però, dotati della vista. Io credo che sogniamo semplicemente per non cessar di vedere. Potrebbe ben accadere che  un giorno la luce interiore uscisse da noi, di modo che non ce ne servisse più alcun'altra.»
    July 07

    la 77 esima cosa che mi viene in mente...

    Premetto che non credo sia  affatto salutare perdere di vista la realtà come faccio io ogniqualvolta mi immergo in un libro che mi emoziona e mi spinge all'autoanalisi. Tuttavia, allontanatami un attimo dalle pagine che mi stanno letteralmente imprigionando, ho avuto modo di ricevere nell'ordine: una telefonata, una serie di sms, e delle splendide e-mail tutte da parte di miei amici!
    Ascolto in sottofondo "La cura" di Battiato e "Salto la convivenza" di Bersani, per una serie di associazioni molto private tiro le somme di quanto ho pensato in questo pomeriggio di studio.
    Mi occupo di autocoscienza, di riconoscimento, di comunicazione.
    Credevo, da buona femminista, che queste tre pratiche fossero propiziate dal dialogo tra donne.
    Invece, ho scoperto che l'appartenenza di genere non è così importante, almeno non quanto io credessi...
    Vengo al dunque della mia riflessione e cioè alla stupita lettura di una di quelle e-mail e al contenuto della telefonata che mi è arrivata. Devo premettere che l'autore di entrambe è un personaggio dotato di grande intelligenza e intuito, con una naturale predisposizione a "forzare" certe mie remore, tuttavia questo non toglie che sia riuscito a farmi un'analisi così semplice e seria che mi ha lasciata senza parole. Disarmante la sua domanda:« Come stai?»
    E lì mi si è sciolto tutto un groviglio di emozioni che stavo elaborando ed ho dovuto staccare la telefonata, ringraziandolo del punto cui mi aveva condotta. (lui l'ha capito, ma non ha insistito!)
    Ancora, ha risposto alla mia e-mail con una sincerità che non riscontro da tempo intorno a me e che, lo ammetto, è una delle cose che più ammiro nelle persone!
    Incontrare chi sa dire quello che pensa, senza giri di parole, essendo magari un po' violento, non ricercando a tutti i costi "l'effetto", mi aiuta davvero a conoscermi. Non perché mi risparmio il lavoro di interpretazione che è sotteso ad ogni dialogo, quanto piuttosto perché mi educa in un certo senso a spingermi oltre il mio tipico atteggiamento.
    Gli sms arrivati da un altro amico lontano li ho accolti come il reale tentativo di mantenere un dialogo e un legame pure in quei giorni che non si è materialmente vicini: è così che si evita lo sfilacciamento delle trame dell'amicizia!
    Non credo ai "corsi di recupero", nè alle ripetizioni di argomenti già esposti e trattati, di questo sono sempre sicura, forse pure a causa della mia timidezza di fondo e della fiducia che do incondizionatamente  a chi non dovrebbe averla!
    Adesso ho più chiaro un dubbio che mi tormentava, e credo di sapere cosa fare!
     
    July 01

    la 76 esima cosa che mi viene in mente...

     
                      Appunti di "viaggio"
    Beh...innanzitutto è un consiglio che do a me stessa: mai indossare le ballerine se si esce con un gruppetto di scalatori di scogli!
    Poi, dire alle autorità preposte  che una panchina del parco deve essere lasciata libera e dedicata esclusivamente ad MG che adora sdraiarcisi in pose da statua greca! (veramente era quasi mezzo appisolato!)
    Ancora, girare per 45 minuti e poi trovare parcheggio in un posto che era sempre stato libero diventerà una nuova disciplina olimpica, ci scommetto!
    Scoprire nel cassettino dell'auto una impressionante serie di adesivi (per educazione non dico quali!) e trovare  sul sedile  volantini "cattivi" ed un coltello, a me sembra tanto un messaggio subliminale!
    Discorrere di argomenti tra i più disparati ed avere anche il mare ed i gabbiani in grande spolvero è una cosa che "potrebbe" perfino farmi passare sopra l'uso improprio del condizionale! (altrimenti...ci si abitua alle smorfie del mio viso e ai miei versi di diniego che sono quasi degli ultrasuoni!)
     
    E in ultimo, un messaggio diretto:« MG, hai proprio una pessima influenza su di me!»
     
    Niente niente divento pure ritardataria e sgrammaticata!!!!
    Questo sarebbe un incubo, altro che i nostri sogni!