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August 09 n° 167Una serata da ricordare, questa dell'otto agosto.
Passi per una serie di spiacevoli episodi: tipo la solita maleducazione travestita da malattia esistenziale di un tizio che ritenevo intelligente e l'impossibilità ad essere presente dell'unica persona che sarebbe stata felice di essere lì con me...
Il resto è solo poesia!
Arriviamo a Ravello con un certo anticipo, luogo sempre incantevole e suggestivo; raggiungiamo il campo da tennis eletto a scenario dell'evento quando ancora non c'è nessuno: artisti circensi che fanno le prove ed un unico obiettivo in mente.
Dove sarà lui?
Ci sarà, visto che nemmeno un cartellone lo annuncia?
Prendiamo posto, un ottimo posto ed attendiamo...
Mentre io sono preda di allucinazioni, prendono posto Lucio Dalla (con palloncini volanti attaccati al bastone) e Lina Wertmuller (cotonata e rosa confetto): non sono loro il mio obiettivo!
Vengo rapita dalla bravura degli attori e della storia narrata; guardo i video premiati nelle categorie classica ed alternativa... aspetto, a tratti disperando che la scarsa presentatrice dica quel nome che voglio sentire.
D'un tratto mi sento battere le mani ed urlare "bravo" come una bimba perché è salito sul palco un tipetto spettinato.
Samuele Bersani, timido ed impacciato, è lì e può annunciare che il video di un suo brano inedito è stato montato fino a pochi minuti prima e sarà proiettato.
Che dire? Un testo bellissimo, una semplicità d'essere che devo ancora sperimentare ma che non mancherò di provare personalmente.
Io e il mio amico ci alziamo ed andiamo da lui: sta chiacchierando con Dalla ma ad un tocco sulla spalla si gira sorridente.
Devo scattare una foto, mi viene detto che la macchina in questione è facile da usare... per tutti ma non per me!
Lui mi fa eco ad ogni mio tentativo sbagliato con un "Fatto? Premi più forte!" e ride della mia imbranataggine acuta...
Riesco nell'intento e lo saluto tenendogli la mano, lui mi stringe il braccio e mi dice "Zao!" ed io non connetto più, ricordando con quanta civetteria si sia tolto gli occhiali da presbite per mettersi in posa e con quanta velocità abbia compiuto quel gesto, visto che io me ne sono accorta solo riguardando lo schermo!
Anche per l'autografo è disponibilissimo, nessuno lo assale, sta lì tra la gente e non finge: è adorabile sul serio!
Uno di quegli amici con cui parleresti ore, uno che scansa la luce dei faretti del palco e confessa di essere un tantino fuori dal mondo, riservato, chiuso in una grotta da un anno e mezzo come Cagliosto (sono parole sue, me le ricordo tutte!) e, per questo, stupito e commosso dell'accoglienza riservatagli. Uno che annuncia al pubblico che l'indomani partirà e non ha ancora inviato una cartolina ai suoi.
Chicca sul tassista che lo ha accompagnato la mattina alle 3 a girare il video: fuori dall'albergo lo ha salutato gridandogli "Buongiorno, Emanuello!"... e giù a ridere, in una serata davvero emozionante come me ne mancavano da un po'!
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